RITI E FESTE DEL FUOCO NELLE EDICOLE E LIBRERIE MOLISANE

VOLTURNIA EDIZIONI  

               21/06/2012 19.39.28

                 

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antropologia


RITI E FESTE DEL FUOCO
Falò e torce cerimoniali in Molise
di Domenico MEO
Volume formato cm. 24 x cm 28
 
Pagine 256  con 150 illustrazioni a colori
Stampato su carta patinata lucida da 150 gr/mq
Cucito filo refe con brossura
Copertina cartonata e sovraccoperta 
plastificata a colori
Prezzo € 50,00 
codice Isbn 978-88-96092-06-4
Prima edizione dicembre 2008
SAGGISTICA


RECENSIONI

Il volume “Riti e feste del fuoco – Falò e torce cerimoniali in Molise” dello studioso molisano di tradizioni popolari Domenico Meo è un’opera completa e compiuta, l’Autore vi riporta – con minuziosa e punteggiata indagine – tutti i riti legati all’incendio di fuochi e torce che ancora si perpetuano in ognuno dei 136 comuni molisani in festività che vanno da quella di Sant’Antonio Abate e di Sant’Antonio di Padova; a quelle connesse ai festeggiamenti del Carnevale; ai falò accesi per le celebrazioni della Settimana santa; ai tanti fuochi ancora incendiati per San Giorgio, San Giovanni, Sant’Anna, per arrivare alle grandi manifestazioni natalizie, testimoniate ancora oggi in Molise da incendi grandiosi di fuochi in particolare ad Agnone (La Ndocciata) e ad Oratino (La Faglia), ma anche in moltissime altre minuscole realtà regionali, ove purtroppo il graduale spopolamento tende a cancellare ogni forma di aggregazione ed espressione tradizionale. Fuochi che accolgono l’inizio del nuovo anno, fuochi che sono il segno di una continuità ideale con un passato ancestrale, che ha forti addentellati nel paganesimo ma che il cristianesimo, nella sua forte valenza, ha assorbito ed associato a festività in onore di santi, la cui venerazione – Sant’Antonio Abate e di Padova per esempio, spesso confusi – è ancora molto sentita nel territorio. Falò che in varie forme e dimensioni, in espressioni singole, nelle piazze principali, o parcellizzate nei tanti borghi e contrade che connotano quasi ogni comune molisano, si accendono ad opera di volontari, che hanno provveduto anche a raccogliere la legna necessaria, di solito nella notte che precede i festeggiamenti del santo e che illuminano le tenebre nel significato simbolico della vita che, nel suo consumarsi, si rinnova e rigenera. Riti di propiziazione e di fecondità nel desiderio tutto umano di fertilità dei campi e di benessere per le comunità: ieri più di oggi, quando invece le grandi manifestazioni legate al fuoco si sono per lo più ridotte a momenti di conviviale intorno ai falò (occasione per arrosti di carne sulle braci residue e libagioni di vino) e ad elementi di attrazione turistica. L’opera, frutto di un lavoro di ricerca e documentazione durato cinque anni, si presenta ripartita in due sezioni: nella prima, di taglio antropologico, si riportano i significati del fuoco nel loro valore simbolo dal paganesimo ad oggi; nella seconda, nella ripartizione calendariale dell’anno e nel taglio espositivo-divulgativo, sono analizzati riti e modalità di espletamento dei fuochi in base ai santi, alle ricorrenze per cui vengono incendiati e ai paesi in cui divampano le fiamme rituali. Alla prefazione redatta dal professor Ignazio Emanuele Buttitta, docente di Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Palermo, e alla introduzione scritta dall’avvocato Franco Giorgio Marinelli, Assessore regionale al Turismo e alle Attività produttive, segue infine una terza sezione in cui l’Autore, studioso di chiara fama per aver tra l’altro dato alle stampe un dovizioso dizionario di lingua agnonese, stila una analisi sociologica del perché i riti del fuoco vadano scomparendo in Regione. Duecentocinquantasei pagine di interessanti scoperte e di contenuto didascalico, quelle del volume, corredate da uno straordinario ed inedito apparato fotografico a colori. Una scheda riassuntiva, per nomi, date e paesi, di tutte le cerimonie rituali legate ai fuochi in Molise ed una mappa che visualizza, con fuochi stilizzati a più colori, la fitta consistenza del cerimoniale in regione, chiudono il patinato volume.

Il Molise è una piccola regione di culti, riti e tradizioni ancestrali. I borghi, arroccati sulle rocce, offrono sapori e sensazioni antiche frammiste agli incantevoli colori di boschi e prati. La gente molisana, buona e sincera, figlia della civiltà agro-pastorale e transumante, nonostante l'incalzante processo di adeguamento ad un modello dominante, conserva pressoché intatte usanze e memorie del passato. Il calendario dell'anno è caratterizzato dal susseguirsi di feste cicliche e calendariali che continuano ad essere solennizzate con ossequio e devozione.Domenico Meo, autore che da circa venticinque anni si occupa di dialetto, riti, teatro, folklore musicale e tradizioni popolari, nel presente volume offre uno studio accurato sui cerimoniali del "fuoco". In un'interessante ricerca di circa 300 pagine, divisa in sei capitoli, il ricercatore agnonese - nei primi tre - pone l'attenzione sulle origini del fuoco, i suoi contenuti simbolici, la lettura e i significati, riportando la disamina di studi e teorie fondamentali di insigni studiosi come Frazer, Van Gennep e Propp, nonché il contributo di oltre dieci antropologi italiani che analizzano riti ignei di importanza nazionale; negli altri capitoli, parla dei fuochi rituali in Molise ed espone brevemente la storia della regione, il calendario rituale dei falò e il metodo di ricerca. Successivamente, secondo lo scorrere dei mesi e delle stagioni, a partire da sant'Antonio abate fino a san Silvestro, descrive quasi 250 rituali del fuoco dei 136 paesi molisani. In conclusione, dando spazio ai risultati della ricerca e a varie interpretazioni, spiega con lungimiranza "le ragioni dei fuochi".La presentazione è dell'esperto studioso di rituali del fuoco, Ignazio Emanuele Buttitta, docente di etnostoria dell'Università degli Studi di Sassari.I cerimoniali ignei, così esposti, oltre a rappresentare un indubbio contributo demologico per il Molise, ne costituiscono un valido recupero. Il volume si va ad inserire sicuramente nel panorama nazionale, visto che solo in Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Veneto (Treviso e Venezia) sono stati pubblicati studi che parlano esclusivamente delle feste dei fuochi. Rappresenta inoltre una guida grazie alle preziose tabelle che indicano località, data di svolgimento e denominazione dialettale del rito. Una ricca bibliografia, con circa 200 volumi di interesse regionale, nazionale e internazionale, arricchisce infine l'opera, che si colloca nel solco delle pubblicazione a carattere divulgativo- scientifico."Riti e feste del fuoco" vuole essere un libro dovizioso di immagini, con inedite e documentative foto a colori. Lo stile editoriale, la prestigiosa rilegatura e il formato rendono pertanto il volume pregevole ed elegante.

                                             (Ida Di Ianni)

 

 

SCHEDA AUTORE
Domenico MEO
Vive ed opera ad Agnone (IS). Riti, tradizioni, lingua dialettale, teatro popolare e musica folclorica sono le espressioni che coltiva da circa venticinque anni. Nel corso del tempo appassionanti ricerche lo hanno visto impegnato soprattutto su due temi: il dialetto ed i rituali del fuoco. 

Oltre ad una decennale attività radiofonica, ha preso parte a diverse trasmissioni televisive. Ha vinto numerosi premi di poesie in vernacolo e alcune sue composizioni sono incluse in antologie dialettali molisane e italiane.Tra le sue pubblicazioni: Pe' tutte ci steà . . . améure, Agnone 1984; Sendemiénde de'chéure, Agnone 1986; Le ndòcce di Agnone - I fuochi della Vigilia di Natale, Campobasso 1996; Le feste di Agnone (Culti, riti e tradizioni), Campobasso 2001; Vocabolario del dialetto di Agnone con CD-Rom, Isernia 2003.

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