.. Sono, queste tue, poesie di terra e di mare, di imbarchi e vedette, di onde e orizzonti marini, di terre intraviste e di superstiti, pescatori e arcipelaghi sperduti. Ma cosa tiene insieme, nella vita, le vastità e le meschinità? Cosa canta dentro entrambe? Dentro tutte le attese, l’attesa di Te, come ultrasuono del cuore, o Dio. Fino all’anafora quasi melvilliana: «E io solo sono scampato a raccontarvela», intrecciata con la metafora larghissima e onnipresente della caccia.Matteo, siamo gente che non si dà pace, che la pace la domanda dall’alto e alto è, in latino, profondità, come solo il cielo e il mare. E il cuore di ogni uomo …
(DALLA PREFAZIONE DI NICOLA SORELLA)






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