Il libro su Civiltà contadina, Lingua, Storia e Territorio rappresenta il frutto di anni di ricerca effettuati da un gruppo di cittadini che hanno voluto realizzare uno studio completo sui vari aspetti della storia e dell’antropologia degli abitanti di Castel di Sasso.
Nell’intraprendere questo lavoro condotto nel territorio di questo Comune, che comprende quattro frazioni (Strangolagalli, Sasso, Prea, Cisterna) e otto borgate (San Marco, Vallata, Maranisi, Morrone, Arbusti, Buonuomi, Defenza e Luonghi), sono state notate variazioni più o meno marcate nel dialetto parlato a seconda delle diverse aree, unfatto comune in un territorio così frammentato e vasto. Si è pertanto analizzata, grazie anche al necessario supporto di fonti orali fornite da anziani del luogo, la parlata in uso nelle suddette zone.
Da quanto raccolto, è emerso in primo luogo che le frazioni mostrano una fonetica (e in qualche misura anche un lessico) decisamente diversa rispetto ad altre aree che risultano invece estremamente simili tra loro. Questo non sorprende, se si considera la configurazione geografica.
Il dialetto è parte integrante del patrimonio culturale che ciascuno di noi porta con sé fin dalla nascita, rappresentando il segno inconfondibile che indica la nostra appartenenza a un determinato luogo e periodo, nonché il nostro posizionamento nella narrazione della nostra vita.






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