Ci sono libri che nascono dalla letteratura.
Ce ne sono altri che nascono dalla memoria.
Il Lunario dell’Osteria è uno di quei libri che non si limitano a raccontare una storia, ma custodiscono un mondo. Un mondo fatto di voci, di profumi, di stagioni che ritornano, di riti quotidiani e di persone semplici che, senza saperlo, diventano personaggi di una piccola epopea domestica.
Questo libro mio padre lo pubblicò nel 1999. Lo aveva scritto pensando alla sua infanzia, alla sua città, alla gente che aveva popolato i suoi primi anni di vita. Pensando, soprattutto, a Bojano.
In queste pagine rivivono figure che appartengono a un tempo ormai lontano: nonne, artigiani, contadini, donne di casa, uomini d’osteria. Personaggi che non sono inventati, ma filtrati dalla memoria e dall’affetto. Il racconto di nonna Marietta, i gesti rituali della cucina, le stagioni della vita del paese contribuiscono a ricostruire un universo umano che oggi rischierebbe di scomparire se non fosse stato affidato alla parola scritta.






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